
Marion confessa in tribunale e in lacrime annuncia il ritiro
La Jones ammette davanti ai giudici di New York due reati: falsa testimonianza nel caso di doping della Balco e nella frode bancaria che coinvolgeva l'ex compagno Tim Montgomery. Sentenza l'11 gennaio. Perderà le 5 medaglie di Sydney, rischia 3 mesi di carcere
Marion Jones, arriva alla corte federale di White Plains, New York. Ap
NEW YORK (Usa), 5 ottobre 2007 - Marion Jones si è presentata, accompagnata da mamma Marion, questo pomeriggio, alle 14.30 ora locale, le nostre 20.30, alla US. District Court di New York. Al suo arrivo al tribunale di White Plains la Jones, 31 anni, ha dovuto dare le impronte digitali agli agenti federali e sottoporsi alla procedura di incriminazione. Rilasciata, la sentenza è attesa per l'11 gennaio 2008. Di fronte al giudice Kenneth Karas, nella prima udienza del processo, ha ammesso di essere colpevole di due diversi reati legati all'assunzione di steroidi. Le due accuse che la riguardavano erano l'aver mentito davanti al Grand Jury, quando nel 2004 aveva testimoniato sul caso Balco e l'aver mentito agli agenti federali nel corso dell’interrogatorio a cui era stata sottoposta l’anno scorso circa la frode bancaria in cui era implicato il suo ex compagno Tim Montgomery. La Jones ha probabilmente deciso di confessare perché rischiava fino a 10 anni di carcere, ora se la potrebbe cavare con soli tre mesi.
Una missiva molto curiosa, quella della Jones, alla vigilia del processo. Ha messo le mani avanti. Marion Jones presunto angelo veloce, ha gettato così la maschera e ha finalmente mostrato le sue rughe di magica strega. Però ha solo detto mezze verità e ha indossato le vesti della vittima ingenua, mentre noi crediamo da molto tempo che lei sia il cervello di una banda di sofisticatori di risultati sportivi.
LACRIME E RITIRO - La campionessa, in lacrime durante una conferenza stampa successiva alla sua apparizione in tribunale ha chiesto scusa a tutti i suoi ammiratori "per avere tradito" la loro fiducia. "È con grande vergogna che sono qui oggi davanti a voi per dire che ho tradito la vostra fiducia - ha detto la campionessa senza trattenere le lacrime -. Lascio per sempre l'atletica che ho amato così profondamente. Ho ammesso di essere colpevole di due false testimonianze ad agenti federali - ha raccontato la velocista statunitense - è stata una sciocchezza incredibile fare qualcosa del genere. Mi dichiaro del tutto responsabile delle mie azioni. Posso solo incolpare me stessa per quanto mi è accaduto".
L'ARRIVO - C’era una folla di cronisti ad aspettarla, perché ieri il Washington Post aveva pubblicato i brani di una lettera, che lei avrebbe mandato ai suoi famigliari, per scusarsi con loro per avere mentito in passato: ammettendo di aver fatto uso di sostanze dopanti dal 1999. Le rivelazioni di Marion Jones potrebbero essere utili nell'inchiesta riguardante lo scandalo Balco. Lo ha affermato oggi il Cio attraverso un comunicato: "Nel 2004 il Cio ha aperto un dossier sull'affare Balco - si legge nella nota -. Le informazioni che Marion Jones potrebbe divulgare potrebbero rivelarsi importanti per portare avanti l'inchiesta". Per la Jones la prospettiva di essere privata delle medaglie olimpiche è diventata adesso molto concreta. "È la distruzione di una leggenda - ha affermato Dick Pound, presidente dell'Agenzia mondiale antidoping e membro Cio - È un fatto molto triste. Ma c'è anche la speranza che ciò che è accaduto a Marion Jones segni la fine di un'epoca di mele marce e sia una lezione per le nuove generazioni di atleti". "La nostra posizione sul doping è inequivocabile - ha detto Darryl Seibel, portavoce del comitato Olimpico Usa -. Chi fa il doping è un imbroglione, è un atleta che imbroglia, e non è pensabile alcuna tolleranza: chi ha truffato merita di pagare il prezzo delle sue azioni".
LE CONSEGUENZE - Aveva scelto ogni volta con cura i suoi uomini da usare e poi sacrificare. Un usa e getta cinico e spietato, ma lucrativo. Le sue parole hanno fatto diventare triste e inquieto persino il presidente Bush. Ha ammesso di aver cominciato ad assumere la “clear” la sostanza prodotta dalla Balco di Burlington contenente il Thg, tetraidrogestrinone, steroide modificato per non renderlo identificabile ai controlli antidoping, nel 1999. Questa confessione le dovrebbe costare la perdita di tutte le medaglie ottenute all'Olimpiade e ai Mondiali da quell'anno in poi, cioè tre ori olimpici, due titoli mondiali e gli altri piazzamenti sul podio. Le regole consentono al Cio di risalire indietro di 8 anni per togliere medaglie e annullare primati e risultati. Nel caso di Marion Jones le Olimpiadi di Sidney - dove aveva vinto l'oro nei 100, 200 e staffetta 4x400 e il bronzo nel lungo e nella staffetta 4x100 - entrano ancora nel campo di azione punitivo. "Le nostre regole sono chiare se Marion Jones confessa", ha affermato Nick Davies, portavoce della federazione internazionale di atletica (Iaaf). "Qualsiasi cosa che aiuta ad arrivare alla verità sul problema dell'uso della droga nello sport è un fatto positivo - ha affermato Craig Masback, presidente della Federatletica americana - Ma nello stesso tempo un fatto del genere è una tragedia per un atleta, per i suoi compagni di squadra, per gli amici ed i familiari
LA LETTERA - Ha scritto: "Mi spiace di deludervi profondamente. Ma in passato ho mentito e negato tutto, perché ogni volta sono stata presa dal panico, non volevo essere coinvolta in quei casini…". Ha accusato direttamente il suo ex tecnico, Trevor Graham, che le avrebbe fatto assumere le sostanze dopanti, facendole credere che si trattava di integratori alimentari a base di olio di lino…. "Mi faceva mettere due gocce di quel liquido bianco opaco sotto la lingua. Io gli credevo ciecamente e forse avrei dovuto rendermi conto che qualcosa non quadrava, quando mi disse di non dire a nessuno di questo nostro programma di integrazione alimentare…". Ha poi anche aggiunto di essersi resa conto di come quelle sostanze agissero sul suo fisico, migliorandone il rendimento e il recupero, quando ha smesso di assumerle nel momento che ha lasciato Graham nel 2001.
LE ACCUSE - Marion, povera anima, non si era mai accorta di nulla. Il suo primo marito, C.J.Hunter, l’armadio a due ante, lanciatore di peso, era stato bloccato alla vigilia dell’Olimpiade di Sydney, perché trovato pieno di steroidi come un uovo. Ma nella conferenza stampa dell’annucio del reato lei si era schierata di fianco al marito, aveva speso anche qualche lacrima. E come difensore era arrivato per cercare di trovare una spiegazione "nutrizionale" del doping smascherato, quel Victor Conte, ex musicista un poco fumato, proprietario della Balco, l’azienda che produceva il "clear", le gocce magiche. Poi alla fine del 2001 è finita a Toronto, a casa di Charlie Francis, l’uomo che insieme al dottor Astaphan aveva creato il primo sprinter bionico: Ben Johnson. Era stata portata là da Tim Montgomery, che sembra fosse in rapporto con l’allenatore canadese dal 1999. E’ stata costretta a tornare negli Stati Uniti da una campagna di stampa, che cominciava a mettere in dubbio la sua buonafede. Se C.J. Hunter era un rozzo armadio, Tim era un moscerino vicino a lui ed anche la lei, ma un tipetto molto vivace. All’inizio del 1999 era arrivato a Raleigh, per farsi allenare da Graham. Era fuggito da Norfolk in Virginia, perché una mattina avevano trovato sulla sua auto in un parcheggio il suo migliore amico sgozzato e con gli occhi cavati dalle orbite. L’ultimo marito, Obadele Thompson, a cui ha dato un figlio in febbraio, sembra normale e forse è stato lui a convincerla a confessare. Victor Conte ha raccontato sotto interrogatorio: "Marion si è fatta un'iniezione di ormone della crescita, mentre le sedevo accanto. Non le piaceva iniettarsi il liquido sulla pancia, per questo inseriva la siringa nella coscia". Il suo ex marito, C.J.Hunter ha affermato: "Lei assumeva Epo e poi si faceva iniezioni di Thg sotto la lingua, come un’infermiera". Solo Graham l’ha sempre difesa nonostante tutto.